La partecipazione secondo…

Università degli Studi di Milano-Bicocca

L’Articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) afferma che:

Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Il progetto Valigia intergenerazionale nasce dall’esigenza di aprire ancora di più le porte di queste fondazioni e di riuscire così a entrare in relazione con un pubblico nuovo, che difficilmente ha frequentato questi spazi.
Partecipazione è dunque intesa primariamente come condivisione e apertura, ma anche come un farsi sorprendere da altri sguardi, diversi da chi già conosce questi patrimoni, oltre a un condividere nuove idee e nuovi pensieri. Tutto questo per progettare azioni che possano ospitare esperienze, ricordi, ma anche progetti futuri.
La partecipazione diviene allora lo spazio in cui le storie di ogni persona possono essere davvero accolte e ascoltate, ponendole in connessione con gli oggetti del design, con le vicende degli autori, divenendo così elementi attivi di una nuova costruzione di significati. I patrimoni culturali quindi non rimangono distanti, ma si collegano con le vite di chi entra in contatto, ospitano punti di vista differenti, si propongono come un pretesto per conoscere, interrogarsi e progettare nuove possibilità. Non si tratta più solo di ascoltare, cogliere i contenuti decisi unidirezionalmente da chi gestisce la cultura, ma di costruire una comprensione largamente condivisa del patrimonio a partire dalle esperienze attive a cui i visitatori vengono invitati a prendere parte. Il processo partecipativo innescato dalla Valigia intergenerazionale, infatti, parte dalla considerazione che l’oggetto musealizzato abbia valore non solo per il suo significato storico artistico, ma per la sua capacità di generare un confronto costante tra pubblici di età e provenienza diversa.